Fai – La maratona dell’arte per i gioielli dimenticati.

ROMA – Una maratona che si corre con gli occhi, gareggiando con l’attenzione più che con la velocità per arrivare al traguardo della bellezza dimenticata. A Lecce si passerà sotto il balcone barocco con le maschere scolpite per il carnevale del 1689. A Como accanto all’antico palazzo che ospitava “il dollaro”, l’ultima casa di tolleranza a chiudere i battenti, e al negozio disegnato da uno dei maestri del razionalismo, Giuseppe Terragni. A Trieste si seguiranno i sentieri battuti da Italo Svevo e Umberto Saba. A Torino si sfilerà sotto la Casa del Senato, un edificio abbandonato nel cuore medioevale del centro. In tutto 70 città si sono mobilitate per l’appuntamento organizzato dal Fai (Fondo per l’Ambiente Ialiano) il 21 ottobre.


«Non mi piace sentir dire che il paesaggio è il petrolio dell’Italia perché il petrolio è qualcosa di nero, che brucia e produce fumi, ma dietro quell’espressione sbagliata c’è un’intenzione gusta: il patrimonio storico, architettonico e paesaggistico rappresenta la nostra vera ricchezza, una ricchezza che troppi continuano a sottovalutare”, ha dichiarato il presidente del Fai Ilaria Borletti Buitoni. “Con la Faimarathon, organizzata assieme al Gioco del lotto, chiediamo a tutti di aiutarci inviando un sms da 2 euro al 45503, per dare voce al movimento che vuole rilanciare l’Italia facendo leva sulle radici più salde e più antiche”.
Sostenuta da uno spot interpretato da Francesco Favino, la campagna “Ricordati di salvare l’Italia” punta soprattutto al recupero di tre beni. Il primo dei gioielli da restaurare è Finale Emilia, la cittadina che con la rocca estense, la torre colpita dalla prima scossa di terremoto e la mobilitazione immediata per riportare la vita alla normalità rappresenta il simbolo della capacità di resistere alle difficoltà. L’intervento riguarda il palazzo settecentesco del Comune, con il grande salone affrescato, i busti di Cavour e Vittorio Emanuele, un imponente lampadario di Murano.
Il secondo restauro, paesaggistico, è a Punto Mesco, un promontorio di sogno tra Levanto e Monterosso, nel cuore delle Cinque Terre. “Sono luoghi carichi di emozione: da marzo a novembre negli alberghi c’è il pienone di tedeschi, danesi, inglesi innamorati di queste terre che percorrono rigorosamente a piedi”, spiega Marco Magnifico, vicepresidente del Fai. “Ma il sentiero è diventato impraticabile: bloccato da alberi morti e piccoli smottamenti. Assieme al parco, che ha fatto un grande lavoro di recupero, vogliamo restituire gli antichi percorsi ai turisti e i terrazzamenti alle culture tradizionali, a cominciare dallo sciacchetrà, grande vino da meditazione”.
Infine, vicino a Lecce, si resturerà l’abbazia di Santa Maria di Cerrate, un edificio del 1100 eretto dal re normanno Tancredi d’Altavilla. Nella stessa area verranno recuperati anche due grandi frantoi ipogei, testimonianza di un mondo arcaico di lavoro sepolto a due metri di profondità, con i giacigli scavati nella pietra per gli operai costretti a un breve riposo accanto alle olive da macinare.

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