I motivi di un’estremista

Ieri ho avuto un confronto con un’amica di scuola. Una ragazza dolce, intelligente, a cui voglio un bene legato ai ricordi di tre anni di scuola assieme, oltre che alla bontà della sua persona. Mi ha mosso una piccola critica, aveva dei dubbi circa le attività dell’associazione che presiedo, “Bisceglie Vecchia Extramoenia”, e come al solito mi sono scaldato per sostenere il mio punto di vista. 

“Città Grigia”, quadro futurista di Nicolaj Djulgheroff

Ciao A.,

sono contento del nostro confronto di ieri, facciamo in modo che ce ne siano sempre degli altri. Perdona il mio entusiasmo, la passione con cui mi sono espresso. Fa parte del mio carattere, è vero; ma è anche una reazione a numerose valutazioni di “estremismo” che un po’ tutti noi di BVE abbiamo avuto.

Il problema è, ne sono convinto, che a Bisceglie siamo un po’ tutti assuefatti da certe pratiche aggressive perpetrate al territorio, tanto che poi ci sembrano “estreme” le manifestazioni, anche forti, di ribellione a queste pratiche.

 Ma l’estremismo è quello in cui viviamo, quello a cui assistiamo ogni giorno.

E’ estremista continuare a costruire palazzi a fronte di un imponente patrimonio immobiliare vuoto (circa 4000 appartamenti al 2009 a Bisceglie, secondo la Regione).

E’ un modo di fare estremista quello che sta portando ad una rapida svalutazione delle case a causa dell’eccessiva offerta, così da ridurre sul lastrico chi finora ha investito i risparmi di una vita in una seconda casa.

E’ estremismo demolire palazzi storici per costruirne di moderni, togliendo storia ed identità alla nostra città, condannandola ulteriormente a diventare periferia della Periferia.

E’ da estremisti peggiorare scientemente la vita dei cittadini ingolfando il quartiere in cui vivono con nuove costruzioni di 8-10 piani.

E’ da estremisti, anzi forse da terroristi, manipolare per il proprio interesse personale, la parola “lavoro”, strumentalizzando il dramma di decine di famiglie che non arrivano a fine mese, per giustificare degli interventi che porteranno pochi benefici a quei precari o lavoratori “a nero” a fronte di grossi guadagni personali; è da estremisti, insomma, cercare di passare per Caritatevoli datori di lavoro, che cercano di risparmiare su tutto quello che possono e devastano il Paesaggio, senza di fatto contribuire a risolvere il problema del lavoro.

E’ da vigliacchi ed estremisti, prendere tantissimi voti senza aver mai preso una posizione netta su qualche argomento, aver mai fatto una battaglia, aver mai espresso pubblicamente un’idea, ma ricattando i propri lavoratori dipendenti e illudendo disperati disoccupati, grazie alla propria posizione di ricco ed influente costruttore, arrivando ad un passo dal diventare Assessore… dopo aver distrutto la propria città!

E’ estremista, cara A., tagliare alberi enormi per evitare di risarcire cittadini disonesti che sostengono di essere caduti sulle loro radici; estremista anche inventare scuse per giustificare quei tagli, senza poter documentare, a domanda fatta, la loro dichiarata pericolosità per la pubblica incolumità.

E’ un gesto estremo, tagliare oltre 70 alberelli per fare spazio ad un concerto estivo; e poi abbandonare tutto, così com’è da 7 anni.

E’ estremo, insomma, tagliare gli alberi che ci danno ossigeno, assorbono il rumore, immagazzinano Co2, catturano le microparticelle inquinanti, evitano gli allagamenti, rendono psicologicamente più accettabile vivere in posti innaturali quali le nostre città, danno frescura e, per essere un po’ materiali, aumentano il valore economico degli immobili posti nelle vicinanze.

E’ ancora più da estremisti, se lo si fa in una città a grosso deficit di verde pubblico come la nostra.

Ritengo sia un gesto da estremisti, abbandonare al proprio destino centinaia di palme curabilissime, dopo aver speso circa 400.000 euro senza far capire bene per cosa.

Ritengo anche che sia da fondamentalisti estremisti, usare con disprezzo, sarcasmo e ironia la parola “ambientalisti”, come se si volesse evidenziare che occuparsi del verde, della vivibilità di una città e dei parametri che renderebbero migliore la vita dell’individuo in una comunità, sia una distorsione del pensiero e dell’agire umano.

Infine, è da estremisti rimanere a guardare, sentendosi infastiditi da chi prova a smuovere le coscienze assopite davanti alla tv e dalla routine maniacale della propria, innaturale vita.

Scusami A., ho approfittato della nostra discussione per sfogarmi.

A presto

Peppo

 

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