“SALVIAMO IL PAESAGGIO!”: strumenti per la difesa del territorio (anche di Bisceglie).

Un manuale piccolo, agile, neanche 100 pagine da tenere “in tasca” e sfoderare all’occorrenza per “difendere il territorio da cemento e grandi opere inutili”: questo è “Salviamo il Paesaggio” del giornalista Luca Martinelli e giunto alla seconda edizione. Una seconda edizione che ci riguarda particolarmente da vicino e vi spieghiamo perchè.
Lo “spessore” di questo sottile volume si deduce già dalla prefazione, che non è di uno qualsiasi: è Carlo Petrini, presidente e fondatore di Slow Food, che abilmente lega agricoltura e paesaggio, indicando come prima conseguenza di colate di cemento, ecomostri e malsviluppo delle città, la compromissione del terreno fertile.

Martinelli inizia questo volume con uno spietato ma onesto lavoro di resoconto. E lo fa non con supposizioni dettate da un sentimento, ma con la crudezza e la brevità di dati reali, presi da fonti autorevoli e non sempre “amiche”. Ci parla degli ultimi 21 trimestri continui senza segni positivi nel settore edile (Fillea Cgil), che ha perso il 30% degli investimenti al maggio 2013 (Ance).
Tutto questo si traduce, dati alla mano, in 670.000 alloggi rimasti invenduti o mai

messi sul mercato  tra il 2001 e il 2011 (Nomisma), dato coronato dal 25,8% di compravendite in meno nel settore immobiliare nel 2012 rispetto all’anno prima (Agenzia del Territorio), passando da circa 870.000 transazioni nel 2006, a poco meno della metà, nonostante ci sia più offerta che in passato (Tecnocasa). A fine 2011 la inevitabile contrazione del consumo di cemento: -45% rispetto al picco del 2006 (Aitec).
Anche i numeri delle cementificazione non offrono uno spaccato rassicurante del Belpaese: tra il 1991 e il 2011 ogni anno il territorio urbanizzato è cresciuto di 8500 ettari (Agenzia Ambientale Europea)”, con il Paese che ha perso, tra il 1990 e il 2005, 3 milioni di ettari di territorio (Istat), al ritmo di 75 ettari di terreno libero che viene occupato o convertito ogni giorno (FAI e WWF).

Ma il dato più impressionante, quello che dovrebbe far riflettere più di tutti e che ci descrive una “bolla” che sta per scoppiare, è la perdita di valore del bene-rifugio italiano per eccellenza -la casa- che se nel 2007 rappresentava una ricchezza totale pari a 7.029 miliardi di euro, adesso ne vale 4.546 (Banca d’Italia). E invece niente. Niente perché questo quadro desolante, drammatico, in Italia ha come effetto, ci spiega Martinelli, quello di riproporre “la cura del cemento” come unico modello di sviluppo possibile. E se non si può più vendere cemento come una volta, allora si possono trasformare (per legge) i cementifici in co-inceneritori. Dall’altra parte, Comuni in difficoltà con i tagli statali ma con l’opportunità di fare cassa con il 75% degli oneri di urbanizzazione: e allora vai con il Permesso di Costruire facile.

Eppure questo è un libro positivo, di “reazione e azione”, che ci racconta anche cose buone e di quegli italiani che hanno deciso di non rimanere a guardare. E che il comparto della riqualificazione dell’edilizia residenziale è cresciuto del 12,6%, indicando una possibile via di salvezza non solo per il paesaggio, ma anche per il settore delle costruzioni. E addirittura che “fermare l’apertura di una nuova cava, imporre all’industria del cemento di non avvelenare l’aria con le emissioni degli stabilimenti, bloccare la “colata”, è possibile“. E qui entriamo in gioco noi (anche noi di BVE, quindi), aderenti a quella rete formalizzata che è il “Forum italiano dei movimenti per la terra e il paesaggio”.

Di più: possiamo considerare questo manuale una “scatola degli attrezzi” per chi vuole “difendere il territorio da cemento e grandi opere inutili, come si è detto. E l’autore ci rivela subito quali sono questi efficaci “attrezzi”: nient’altro che alcune norme giuridiche, che garantiscono ad associazioni e comitati il diritto (che questi ultimi sentiranno più come dovere) a proteggere il proprio territorio; una scatola degli attrezzi accompagnata letteralmente dalle istruzioni, punto per punto, per organizzarsi in un gruppo (dal comitato informale all’associazione riconosciuta), e dalle indicazioni sui soggetti (e le occasioni) con i quali le associazioni possono relazionarsi (dal Sindaco alle Conferenze di Servizi), fino a descrivere come si organizza una manifestazione pubblica.

E infine l’ultimo capitolo, quello in cui l’autore riporta una serie di esempi, di azioni intrprese da alcuni comitati italiani in “opposizione” a piccole e grandi opere, ognuna delle quali sotto una “parola guida, un principio ispiratore, un’azione”. E tra queste 29 interessantissime esperienze da “copiare e condividere”, sotto la parola Mappare (pag. 45), Luca Martinelli racconta della nostra pagina facebook “Bisceglie Si Vende, Bisceglie Si Fitta“, l’iniziativa di “cittadinanza attiva” promossa per dimostrare che a Bisceglie c’è tanto di quel patrimonio immobiliare in vendita o in affitto, da rendere inutili troppe nuove costruzioni, che spesso deturpano il paesaggio, consumano suolo agricolo e sostituiscono preziosi immobili storici e identitari. Ma soprattutto, che le stime di crescita contenute nei documenti preliminari del Piano Urbanistico Generale in preparazione, sono ingiustificate e forse rispondono a vecchie logiche di spartizione del territorio.

Siamo grati all’autore per questo riconoscimento nazionale, che ci rende orgogliosi e ci dimostra -ancora una volta- che siamo sulla strada giusta. Chi ci guarda lavorare per la città, quando non ci apprezza, forse ci teme. E il fatto di raggiungere tanti ottimi risultati senza bisogno di risorse economiche, ci rende ancora più efficaci perché  indipendenti.

Per comprare una copia di questo utile libretto a soli 5 euro (di cui la metà finanzierà le attività associative), contattateci a info@bisceglievex.it o raggiungeteci il prossimo 11 agosto 2013 (h. 9-13) al nostro banchetto in zona “Salsello”.

Peppo Ruggieri, presidente di Bisceglie Vecchia Extramoenia.

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