Il Comune e la bufala dei 300 alberi.

Gli alberi piantati nel periodo natalizio sono meno della metà di quelli propagandati dall’Amministrazione. Storia di un “cuore green” che non batte ancora e di una gestione del verde pubblico poco chiara.

03 dic 2013

Il suggestivo post del profilo “facebook” del Sindaco Spina del 3 dicembre 2013.

 

Se anche voi avete concluso il 2013 con la bella notizia del Comune che pianta 300 nuovi alberi e siete rimasti ammirati da comunicati stampa trionfali e da immagini di piccoli scavatori al lavoro, preparatevi a scoprire la favola della macchina della propaganda dell’Amministrazione Spina III, l’unica che pare funzionare efficacemente: quella dei 300 alberi piantati, che in realtà sono stati (forse) 120 e che sono costati ben 30 mila euro.

 

Una storia che per noi attivisti di BVE inizia un po’ prima del 3 dicembre 2013, data della Deliberazione di Giunta n. 202 (quella che sancisce la messa a dimora degli alberi). Già il 16 novembre infatti, durante la serata di presentazione della Settimana Unesco di Educazione allo Sviluppo Sostenibile, nell’auditorium Santa Croce, davanti ad una dozzina di persone e al Sindaco, elencavamo le attività che BVE aveva realizzato in quasi due anni di vita e, in un ottimistico slancio di fiducia per il dialogo fruttuoso da qualche mese con lui intrapreso, avevamo svelato in anteprima la successiva iniziativa: regalare per il prossimo Natale a Giunta, Consiglio Comunale e cittadini, un album fotografico con circa 400 simboliche immagini di buchi senza più l’albero che ospitavano, con l’invito ripiantarli tutti (vedi la pagina facebook “Bisceglie si Pianta”). Una critica costruttiva la definimmo, che il Primo Cittadino apprezzò e definì letteralmente “una cosa positiva”.

 

Ma il 3 dicembre, dopo 17 giorni e con mille copie del libretto quasi in stampa, la Giunta, riunitasi per i danni del maltempo (attenzione: non può esistere nessuna correlazione tra i fenomeni dovuti alla eccessiva impermeabilizzazione del terreno e un’operazione di messa a dimora così concepita), dispone autonomamente la piantumazione di 300 nuovi alberelli.
Le notizia fa piacere a tutti ed è riportata trionfalmente ovunque, con la “Gazzetta del Mezzogiorno” che parla giustamente di “miracolo” (GdM, 05/01/14). Noi di BVE invece, a fatica riusciamo a contenere la disdetta per questa inaspettata e sgradita coincidenza: la nostra iniziativa è oramai neutralizzata e ha perso di efficacia e se avessimo già stampato i libretti, il danno economico non sarebbe stato lieve (la figuraccia con i 14 sponsor, a cui abbiamo dovuto restituire il denaro, è oramai fatta). E’ possibile comunque scaricare l’album a questo link, la cui preparazione insieme al centro di stampa digitale “Neople di Bisceglie ha richiesto oltre un mese.
Abbiamo voluto però andare a leggere le “carte”, per capire genesi e tempi di quella che è sembrata a tutti una iniziativa finalmente concreta. E le sorprese non sono mancate.

 

relazione 2:12

La relazione dell’UTC datata 2 dicembre 2013.

Quando la Delibera di Giunta 202/13 è stata pubblicata sul sito del Comune abbiamo scoperto, nell’allegata relazione dell’Ufficio Tecnico datata 2 dicembre, alcuni aspetti perlomeno singolari. In primo luogo, scrivono dall’UTC, il numero delle piante di cui si chiede la messa a dimora è di circa 300 di cui “n° 180 piante da piantumare nella nuova zona 167 con lavori già appaltati con altro provvedimento” e “La spesa necessaria per il presente provvedimento, per la piantumazione delle residue n° 120 piante, è stimato complessivamente ed in fase presuntiva in € 30.000,00 IVA ed oneri a disposizione dell’amm.zione compresi, salvo più analitica determinazione”. Viene subito fuori quindi, la reale portata dell’operazione proposta alla Giunta, che è di sole 120 piante: per le 180 della nuovissima zona 167 infatti, ne era già stata prevista la messa a dimora, probabilmente obbligatoria sin dalla sua progettazione, tant’è che sono addirittura già state appaltate. Il titolo di questa relazione risulta già concretamente ambiguo, dubbio confermato dal fatto che, alla data di pubblicazione di questo articolo, nessun albero “appaltato con altro provvedimento” è stato piantato nella zona 167, nonostante la Giunta avesse stabilito come condizione quella di “effettuare gli interventi entro il termine di dieci giorni dall’affidamento e comunque entro il periodo antecedente le festività natalizie”.
In secondo luogo, colpisce la stima fatta dallo stesso UTC, ovvero 30.000 euro per 120 piante “previa rimozione di quelle secche”: stima a prima impressione un po’ alta, sensazione confermata da preventivi indipendenti commissionati da BVE.
L’UTC infine, ipotizza di affidare (come l’art. 125 del dlgs. 163/06 prevede) i lavori “a due soggetti così da velocizzare le operazioni in vista delle imminenti festività natalizie”: un’insita fretta che non si riesce a giustificare, poiché la stagione fredda è appena iniziata e il tipo di lavoro non riveste alcun carattere di somma urgenza.

 

img delib 202:13

La Determina di giunta 202/2013 del 3 dicembre 2013.

Il giorno dopo, la stima che l’UTC indica come realistica “salvo più analitica determinazione” è però confermata dalla Giunta, che delibera in modo analogamente fuorviante: “Nuova messa a dimora circa 300 alberi in piazze e strade cittadine. Atto di indirizzo politico amministrativo”. Accettata anche la proposta di affidamento diretto a due operatori distinti “attesa l’urgenza” dell’intervento, anche se non è mai chiarito da cosa questa urgenza sia determinata, a parte l’avvicinarsi delle notoriamente minacciose festività natalizie.

 

Mentre ci chiedevamo (e ci chiediamo ancora) a cosa serva deliberare nuovamente per beni e servizi già appaltati (i 180 alberi), ci è sorto il dubbio che la relazione possa essere stata “imbeccata” da chi aveva già in mente l’urgente operazione mediatica, ma non è dato supporre di più. A noi di BVE non resta che aspettare la diffusione delle Determinazioni della Ripartizione Tecnica che rendono esecutiva la Delibera, pubblicazione che avviene online sul sito del Comune il 16 gennaio 2014 per la numero 221 del 30/12 (quella che dovrebbe riguardare gli interventi in undici vie cittadine, che leggiamo affidati alla ditta “Francese Agricoltura srl” di Molfetta,) e la 222 del 31/12 (relativa a Piazza Vittorio Emanuele, lavori affidati alla ditta “TL Piante” di Bisceglie). Ma entrambe le Determinazioni, per un importo ciascuna di € 15.000,00, sono stranamente pubblicate senza gli allegati (Relazioni del Servizio Manutenzione, Atti di Sottomissione tra Comune e ditte prescelte, CIG, CUP), rendendo così impossibile qualsiasi analisi o verifica. Dopo qualche tentativo informale con il personale del Comune, il 20 gennaio facciamo formale richiesta delle Determinazioni complete all’Ufficio Protocollo, che ritiriamo il 3 febbraio dietro corrispettivo (nonostante si tratti di un nostro diritto) di € 3,60 per i bolli. Ma non è finita: la Determinazione 221 manca di una pagina, la più importante: ovvero il computo dei lavori, cioè la “minuta” che permette di capire per quali servizi si stanno pagando 15.000 euro ad un privato. Il 9 febbraio ci rechiamo all’Ufficio Tecnico per fare presente quella che ritenevamo una svista, ma due giorni dopo ci confermano che il computo riferito alle undici vie cittadine, incredibilmente, non è mai entrato a far parte della Determinazione.

 

Anche l’analisi delle Determinazioni rivela qualche dettaglio tutt’altro che di poco conto.
Nella 221 innanzitutto, risalta l’esclusione dai lavori di due vie cittadine previste invece dalla Delibera di Giunta: si tratta di via Fragata e di via Mascagni, dove era addirittura prevista la “realizzazione di una piccola pineta in un terreno comunale”. E infatti un nostro sopralluogo del 10 marzo u.s. conferma che in queste vie non è stato realizzato alcun intervento.
Impossibile poi, stabilire quanti alberi si è pagati con i 15.000 euro previsti. In mancanza del citato computo dei lavori, quello che si può fare è un calcolo deduttivo puramente indicativo: se gli alberi realmente previsti dall’operazione sono 120 e in piazza Vittorio Emanuele ne sono stati affidati 63 (Determinazione 222), i rimanenti devono per forza di cose essere 57. Un numero decisamente insufficiente a colmare tutti i “vuoti” presenti nelle nove strade interessate in quanto, nella sola via Padre Kolbe, BVE ha fotografato 58 aiuole vuote: tanta propaganda quindi, ma su molte di quelle vie resteranno per forza di cose ancora buchi.

Infine secondo il preventivo fornitoci dal vivaio “Defazio” (www.vivaidefazio.it) di Barletta (azienda scelta a caso su internet), la messa a dimora di 57 alberi delle caratteristiche identiche a quelle piantate in Piazza Vittorio Emanuele avrebbe superato di poco i 10.100,00 euro, compresi messa a dimora, eradicazione di eventuale apparato radicale esistente, oneri per la sicurezza, iva 10% e spese accessorie.

 

Il controllo del diametro effettuato dagli attivisti di BVE.

Il controllo del diametro effettuato dagli attivisti di BVE.

Se invece gli alberi della Determinazione 222 sembrano sufficienti per risanare la situazione in piazza Vittorio Emanuele (63 come già detto; noi avevamo fotografato 69 buchi, che diventano 59 se si considerano i 10 piantati a dicembre 2012) è su altro che vale la pena soffermarsi: la mancanza su alcuni alberi dei previsti (e pagati) pali tutori in legno, accorgimento che garantisce stabilità ma non protezione dagli atti vandalici (la proposta prevista nell’album di BVE, era di reti alte e robuste per i primi anni). Anche in questo caso poi, il confronto con un preventivo da noi commissionato ad un’azienda scelta a caso su internet, rivela un risparmio, anche se minore al caso precedente: il totale degli interventi previsti dal Computo dei Lavori sarebbe ammontato a 13.330 euro per il vivaio “Favia” (www.vivaiofavia.it) di Bari (azienda scelta a caso su internet, anche in questo caso), sempre compresi di messa a dimora, eradicazione di eventuale apparato radicale esistente, oneri per la sicurezza, iva 10% e spese accessorie.
Si evince quindi, come una rapida ed opportuna ricerca avrebbe giovato alle casse pubbliche (ambedue i preventivi sono a disposizione degli interessati).

 

In entrambe le Determinazioni infine, l’UTC giustifica l’operazione come tesa ad eliminare un pericolo pubblico determinato sia da “alberature secche”, che da “varie buche delle alberature rimosse in precedenza”. Singolare come si ritengano pericolose solo le buche site in 9 vie di Bisceglie, tra le numerose presenti sul territorio (34 tra vie e piazze per oltre 500 buche, censite nella pagina Facebook “Bisceglie si Pianta“), e addirittura in alcune vie solo alcune buche tra quelle presenti (es. la citata via Padre Kolbe).

querce secche

Alcune dei lecci piantati a dicembre. Ad un’analisi visiva paiono già sofferenti. (foto: T. Mastrapasqua)

Insomma, il verde pubblico per il Comune è proprio una bestia nera. E al netto di questa storia e di altre questioni irrisolte o affrontate malamente come il “punteruolo rosso”, la strage di pini sani e adulti tuttora in atto in città (via della Libertà, via Ricasoli, via Galilei, via Giuliani), l’assenza di manutenzione ordinaria (alcuni di questi alberi piantati a dicembre pare stiano già seccando), il discutibile progetto di rifacimento di Piazza San Francesco con rocambolesco dietrofront dell’Amministrazione a seguito di vibranti proteste, il Bilancio di Previsione 2014 che vede complessivamente diminuire le spese per il verde pubblico e la continua assegnazione dell’Assessorato al Verde e all’Ambiente a gente impreparata, al netto di tutto questo dicevamo, sembra rimanere solo la propaganda.

 

A fronte di tanti dubbi e di quello che più che un miracolo sembra un pasticcio, è difficile credere ad un sincero interesse alla questione verde pubblico da parte dell’Amministrazione, che si rivela invece un approccio occasionale e dettato dalle circostanze. Ma come dice la mia anziana zia Teresa in tutta la sua saggezza: “Càse a fùrze, nàn vòle na scùrze”.

Peppo Ruggieri.

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