Riflessioni sulla Bisceglie che verrà in occasione dell’inaugurazione del nuovo waterfront

warterfront

Il lungomare via Nazario Sauro in una immagine dei primi del 900′

Ci siamo. Mercoledì 27 agosto ci sarà la serata inaugurale della nuova via Nazario Sauro, che dà lustro ad una porzione di città fortemente degradata. Quale migliore occasione per riflettere sulla situazione urbanistica di Bisceglie? Il giudizio di merito parte dalle dichiarazioni d’intento fatte dal sindaco Spina in occasione dell’emanazione del provvedimento di adeguamento del Piano Regolatore Comunale (PRG) vigente al Piano Paesaggistico Regionale (PUTT/P): “Tutela dell’agro, dei casali, dei ciottoli e della morfologia delle coste, unitamente alla preservazione e al recupero funzionale in senso sociale dei beni culturali della città rappresentano fin dall’inizio del mio primo mandato di sindaco un obiettivo essenziale della mia azione politico amministrativa”.

Tutela dell’agro e dei casali

Una prima contraddizione con quanto dichiarato dal Primo Cittadino emerge dalla previsione, presente nell’adottando Piano Urbanistico Generale (PUG), di una zona d’espansione industriale nell’area attigua alla zona ASI di Molfetta. 250 ettari di fertile suolo agricolo che verrebbero irrimediabilmente cementificati, insieme a km di muretti a secco, antichi tracciati viari e tratti tipici del paesaggio preurbano che il nuovo piano paesaggistico regionale (PPTR) ha inserito nel Parco multifunzionale dei casali e delle torri del nord barese. A ciò si aggiunga il progetto di casello autostradale, proprio nei pressi dell’area in cui si prevede l’istituzione del Parco Archeologico del Dolmen della Chianca, monumento dichiarato simbolo di pace UNESCO.

Preservazione e al recupero funzionale in senso sociale dei beni culturali della città

Una seconda contraddizione emerge, invece, dall’analisi dei documenti di recepimento delle direttive del PUTT nel vigente PRG. Per taluni immobili storici è prevista la tutela (si veda il caso del palazzotto neoclassico in via Camera del Capitolo), per numerosi altri di egual pregio invece la stessa tutela non viene garantita. Si tratta di ambiti che hanno talvolta un valore paesaggistico rilevante (tra i casi più significatici ricordiamo l’area attigua alle Pescare di via la Marina e il Rione Lancillotti). Assordante è stato poi il silenzio del Comune durante le fasi procedurali che hanno portato all’apposizione del vincolo del casale e dell’annesso frantoio ipogeo di via Volta.

Mobilità

Gli interventi sulla mobilità appaiono oggi il vero banco di prova della nuova amministrazione sull’effettiva volontà di cambiare le sorti della nostra città. La complessità della materia e i possibili effetti sulle abitudini dei cittadini sono aspetti la cui gestione richiede competenze e provvedimenti impopolari. L’elaborazione di nuovi modelli di mobilità urbana rappresenta comunque una scelta di politica territoriale strategica improcrastinabile. Eppure l’attuale amministrazione sembra esitare su alcuni passaggi fondamentali. Alcuni di essi vengono riportati dal “Documento Programmatico per la Rigenerazione Urbana della Città di Bisceglie” (DPRU)  pubblicato per conto del Comune di Bisceglie il 13 maggio 2010. Il DPRU auspica tra i provvedimenti strategici per la riqualificazione del centro storico “pavimentazioni, video-sorveglianza, logistica nel trasporto merci e ZTL”. Alcuni importanti interventi di ripavimentazione sono già stati eseguiti in piazza Castello e lungo le mura aragonesi. Gli stessi interventi rischiano tuttavia di essere fortemente compromessi, sia sotto il profilo della valorizzazione sia sotto quello della tenuta degli stessi. La fruibilità  del patrimonio viario riqualificato non può in alcun modo prescindere da iniziative di limitazione del traffico veicolare nel centro storico (Zona a Traffico Limitato o ZTL); in questo senso il 12 marzo 2013, l’allora uscente Assessore al centro storico dell’amministrazione Spina bis Angelo Consiglio dichiarava : Oggi si conclude l’installazione della telecamere per la ZTL nel centro storico. Un mio impegno portato tenacemente a termine. Mi auguro ora che, chiunque sia il nuovo Sindaco e il nuovo Assessore al Centro Storico, diano continuità a questo progetto per la crescita e lo sviluppo della nostra città”. Il Comune ha provveduto cosi ad abilitare una serie di varchi elettronici agli ingressi del centro antico, completando l’acquisto dei pass da consegnare ai residenti, ma a distanza di più di un anno la regolamentazione del traffico privato nella città vecchia rimane inspiegabilmente sospesa, a fronte di un impegno finanziario già sostenuto di alcune migliaia di euro. Stessa sorte sembra ora toccare il lungo mare Nazario Sauro. L’intervento che ci si appresta ad inaugurare è una parte di un progetto più ampio di riqualificazione di una delle aree più degradate della città, che dovrebbe consentire di ricucire la frattura tra la città ed il porto. Il citato DPRU pone tra le priorità quella della “riqualificazione del waterfront con pedonalizzazione del lungomare N. Sauro”. Tuttavia lo stillicidio a cui stiamo assistendo fa tremare i polsi di chi attende da decenni la restituzione alla fruibilità dei cittadini di una delle zone più suggestive della città. In questo senso l’inerzia dell’amministrazione comunale potrebbe ridimensionare fortemente le ambizioni di un progetto che è costato alla collettività 4,3 milioni di euro. Un ripensamento sulla regolamentazione del traffico in questa zona della città sarebbe deleterio sotto diversi punti di vista: il fronte del porto appena riqualificato ripiomberebbe nel degrado, riacquistando l’impropria funzione di bretella stradale e di parcheggio a ridosso delle mura antiche. Gli effetti nefasti di questo stop al percorso virtuoso intrapreso non hanno tardato a manifestarsi (recentemente l’incendio di un auto parcheggiata lungo le mura ne ha danneggiato la superfice appena restaurata, quasi un monito a fare la cosa giusta); le attività economiche potenzialmente dislocabili lungo il perimetro esterno delle mura (bar, ristornati, ecc.), vedrebbero ridimensionante fortemente le proprie potenzialità di crescita, non potendo più contare su uno spazio riqualificato pienamente fruibile.

Sappiamo che l’urbanistica è materia complessa e che necessita di un approccio multidisciplinare; ci rendiamo conto delle forti, seppur legittime, pressioni che un primo cittadino subisce dalle subdole quanto multiformi innumerevoli lobby. Proprio per questo è fondamentale avere ben chiaro in mente a quale tipo di città si voglia tendere.  Assecondare la pancia di un certo elettorato procrastinando o evitando scelte impopolari non è né innovativo né utile alla città. Esiste una fetta consistente di cittadini che si sente defraudato dei propri diritti fondamentali: dal diritto all’equità sociale a quello dello sviluppo della propria dignità; dal diritto ad un ambiente salubre a quello che favorisce la libera attività economica, fermo restando il fine sociale della stessa, come sancito dalla nostra Costituzione. Ed è per questo che qualsiasi decisione deve essere assunta con la piena consapevolezza delle conseguenze che ne derivano per i cittadini. Mobilità, cura del patrimonio storico esistente, tutela delle coste e della qualità delle acque, lotta al consumo di suolo, tutela e valorizzazione delle attività commerciali ed artigianali sono tutte facce di uno stesso poliedro, elemento fondante di una comunità che a fatica cerca di trovare il suo equilibrio. Il benessere della stessa non può prescindere da nessuna di esse. E l’urbanistica è l’ambito disciplinare in cui tutti questi confluiscono per assumere infine un dimensione programmatica e vincolante. L’approvazione del prossimo documento urbanistico sarà un passaggio fondamentale per la nostra città e non vorremmo che da un’urbanistica concertata, di fatto in mano ai costruttori, si passi ad un’urbanistica sconcertante, frutto della compiuta subalternità della politica all’ultraliberismo economico, condito da una buona dose di mediocrità. Attendiamo impazienti il sigillo su scelte coraggiose da parte del Sindaco frutto, tra l’altro, della parola data da parte del più importante organo istituzionale della città. A nostro modesto parere, questo ci sembra essere il minimo sindacale per un primo cittadino.

Associazione Bisceglie Vecchia Extramoenia

I Commenti sono chiusi

——- NOI ADERIAMO A ——-
———- SOSTIENICI ———
———– SEGNALA ———–