Osservazioni al recepimento del PUTT/P nel PRG di Bisceglie: dubbi sui criteri di scelta degli immobili da vincolare

Nel pieno di un estate Hollywoodiana, distratti dalla folta presenza di divi del cinema, si è consumato uno degli atti più importanti degli ultimi anni in materia di pianificazione urbanistica della nostra città. Ci riferiamo ovviamente alla variante al Piano Regolatore Generale (PRG) del Comune di Bisceglie, variante che adegua le Norme Tecniche d’Attuazione (NTA) del PRG al Piano Urbanistico Territoriale Tematico per il Paesaggio (PUTT/P) della Regione Puglia. In tempi non sospetti, il Sindaco Spina ha salutato il provvedimento come “una vera e propria rivoluzione copernicana” dichiarando che “l’amministrazione comunale ha il coraggio di adottare un atto che servirà a consegnare ai nostri figli e alle future generazioni una città in cui l’identità storico-artistico-culturale e la morfologia della natura con le sue caratteristiche ambientali diventino il fulcro di ogni progetto futuro di sviluppo della comunità”. Noi di Bisceglie Vecchia Extramoenia abbiamo voluto vederci chiaro.
Diciamo subito una cosa: l’adeguamento del vigente strumento urbanistico comunale al PUTT/P è un atto dovuto ed è la legge ad imporlo. L’URP della Regione Pubblica dichiara, infatti, che “Il tempo fissato per ottemperare all’adeguamento al Piano di tutti gli strumenti urbanistici generali vigenti è stabilito in due anni, partendo dall’entrata in vigore del PUTT/P”. Considerando che il PUTT/P è stato approvato con delibera di Giunta n°1748 del 15 Dicembre 2000, il Comune è stato inadempiente per circa dodici anni. Questo lasso di tempo ha rappresentato certamente un grave vulnus nella gestione del nostro territorio, lasciato manchevolmente alla sola disciplina delle inadeguate prescrizioni di uno strumento urbanistico sottordinato quale il Piano Regolatore Generale (PRG). Questa variante rappresenta quindi un provvedimento significativo, seppur tardivo, verso una gestione più attenta del nostro paesaggio e della nostra identità storico-culturale.
In una precisa relazione dell’Ufficio Tecnico Comunale, che accompagna la delibera di adozione della variante al PRG (delibera di Consiglio n°17 del 04/04/2014), vengono riportate ragioni e criteri della variante. Come ribadisce in più punti la relazione, con l’adeguamento al PUTT/P vengono recepiti una serie di indirizzi e prescrizioni utilizzando il c.d. “Sistema della conoscenze”, base conoscitiva nata in seno all’elaborazione della bozza nel nuovo Piano Urbanistico Generale (PUG) che, secondo alcune recenti dichiarazioni, il Comune starebbe per adottare in sostituzione del vecchio PRG. Alla luce di ciò, questo provvedimento appare ancora più significativo, poiché anticipa la disciplina contenuta nel PUG ed in quanto tale va valutato.

Figura 1. Il borgo alle spalle delle pescare, delimitato da via La Marina, via A. Gramsci e via F. Veneziani

Figura 1. Il borgo alle spalle delle pescare, delimitato da via La Marina, via A. Gramsci e via F. Veneziani

Abbiamo scandagliato la cartografia allegata alla delibera di variante; il documento visualizza e classifica le aree sottoposte a prescrizioni, sulla base dei presunti criteri e degli indirizzi disposti dal PUTT/P. Abbiamo cosi rintracciato quelle che riteniamo essere palesi incongruenze rispetto agli obiettivi generali che s’intende raggiungere con questa variante, inserendole poi nelle osservazioni che abbiamo puntualmente inviato al Comune e che è possibile consultare sul nostro sito . Si è cercato di utilizzare un criterio di analisi il quanto più possibile scevra da qualsiasi giudizio discrezionale. In quest’ottica, ci siamo basati sulle indicazioni presenti nello stesso “Sistema della Conoscenze” utilizzato come base informativa per l’adeguamento del PRG al PUTT/P. Per completezza d’informazione, ricordiamo che il “Sistema delle Conoscenze” è un insieme di tavole tematiche redatte da un pool di tecnici ad integrazione del Documento di Programmazione Preliminare (DPP), necessario alla stesura finale del PUG. La carta tematica SC 2.13 – Patrimonio Storico Urbano segnala gli elementi del patrimonio storico della città tra cui l’edificato storico extramoenia, piazze e giardini storici, opere di archeologia industriale, chiese, ville e palazzi d’interesse; partendo dall’analisi di questa tavola e confrontandola con la carta allegata alla delibera di variante, la Tavola 3.2 – ATD del Sistema della stratificazione storica della struttura insediativa – Ambito città storica, siamo riusciti cosi a ravvisare alcune importanti lacune nel recepimento delle prescrizioni del PUTT/P. Quello che in generale si riscontra è che nella Tavola 3.2, alcuni immobili classificati come patrimonio storico urbano nella carta SC 2.13, perdono misteriosamente il loro status di città storica. Non pare esserci un apparente criterio logico in questo “declassamento”, tanto più se si considera che nella stessa Tavola 3.2 altri immobili di analogo stile architettonico ed epoca vengono sottoposti alla tutela paesaggistica.
A titolo esemplificativo citiamo il caso del borgo localizzato nei pressi delle pescare di via La Marina. L’intero isolato è il frutto di quel fenomeno di urbanizzazione spontanea extramoenia che ha caratterizzato il periodo a cavallo tra il XIX ed il XX secolo a Bisceglie (Figura 1).

Figura 2. Stralcio estrapolato dalla carta  SC 2.13 – Patrimonio Storico Urbano nell’ambito del “Sistema della conoscenze”

Figura 2. Stralcio estrapolato dalla carta SC 2.13 – Patrimonio Storico Urbano nell’ambito del “Sistema della conoscenze”

Interessante da un punto di vista urbanistico, lo è anche sotto il profilo paesaggistico, perché quest’area è identificabile come un unico omogeno ambito edilizio, con la tipica architettura in pietra e tufo fatta di case basse, tracciati viari a chianche ed un magnifico orto centrale. Oggi tutta la zona versa, purtroppo, in un evidente stato di abbandono. Quello che è interessante segnalare, nel caso specifico, è che neanche ai tecnici che hanno redatto il “sistema delle conoscenze” è sfuggita la rilevanza dei luoghi. Nella figura 2, estrapolata dalla carta SC 2.13, infatti, l’isolato viene classificato come “edificato extramoenia” e al suo interno viene individuato un “giardino storico”
Ancora più singolare è, poi, rilevare come già nel lontano 1977 lo stesso PRG definiva questa area come “zona di particolare pregio” (Figura 3)

Figura 3. Stralcio estrapolato dal Piano Regolatore Generale (PRG) del 1977, strumento urbanistico ancora vigente

Figura 3. Stralcio estrapolato dal Piano Regolatore Generale (PRG) del 1977, strumento urbanistico ancora vigente

La situazione finora descritta è estendibile a numerosi altri immobili di pregio sparsi per la città (non ultimo il quartiere Lancillotti, interessato da un piano di lottizzazione). Si fa, dunque, più insidioso il dubbio sull’imparzialità del criterio utilizzato per identificare il patrimonio storico urbano da tutelare. La condivisibilissima scelta del Comune di dare finalmente spazio alla conservazione della nostra città extramoenia mostra inequivocabilmente significative zone d’ombra, che è necessario quanto prima eliminare. Il rischio è che la corretta applicazione della legge venga inficiata da una discrezionalità nelle scelte di tutela, foriera di legittime impugnazioni, dinanzi ad una conclamata disparità  di trattamento nella tutela dei diritti dei proprietari degli immobili sottoposti o meno al vincolo; tutto ciò a discapito, naturalmente, di omogenea tutela del nostro patrimonio storico urbano. A riprova di ciò, l’Assessore all’Ambiente della Regione Puglia, Dott.ssa Angela Barbanente, in una mail del 6 giugno, ci segnala che presso l’Ufficio Paesaggio e il Servizio Urbanistica sono arrivate due richieste di annullamento della variante per l’adeguamento al PUTT/P, da parte di privati cittadini. Aspetteremo con ansia le motivazioni che il Comune vorrà darci in merito alle osservazioni fatte. Urgono chiarimenti.

Davide Di Tullio

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