Archivio di maggio 2015

Poche luci e molte ombre sulla gestione del patrimonio immobiliare comunale biscegliese

 

Fonte: Wikipedia

Fonte: Wikipedia

È inquietante la fotografia che emerge dall’analisi dei dati pubblicati sul sito istituzionale del Comune di Bisceglie, sotto la voce “Beni immobiliari e gestione patrimonio”. Sviscerando le tabelle consultabili sul sito, parrebbe delinearsi una gestione non proprio oculata degli introiti derivanti dagli affitti attivi e dalle concessioni di immobili ad uso abitativo e non abitativo nelle disponibilità dell’Ente. Il dato fa riferimento al biennio 2013-2014. Sarebbero circa 400 i soggetti che hanno usufruito di immobiliari di proprietà comunale (si veda QUI la tabella denominata “canoni di locazione percepiti); in particolare, per il 2013 risulterebbero 340 persone fisiche più altre 61, tra Enti e persone giuridiche. La stessa tabella riporta anche i codici dei contratti stipulati tra i locatari/concessionari ed il Comune. Sul totale, per solo 88 di essi è possibile risalire al codice contratto, poco meno del 25% sul complessivo. Pertanto, fatta salva una manciata di immobili dati in concessione gratuita ad Enti Pubblici e ad associazioni, risultano più di 300 soggetti occupanti di cui non si hanno informazioni pubblicate in merito ad eventuali contratti di locazione/concessione. Si tratta di occupazioni irregolari o di una semplice dimenticanza? Sta di fatto che la tabella riporta generalità degli occupanti (quasi tutte persone fisiche) ed importo dell’affitto/concessione; se ne deduce che nel 2013 le unità erano effettivamente abitate o concesse a qualcuno.

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Via Lama di Macina: ultimo requiem per la campagna biscegliese

Quello che rimane dei secolari muretti a secco una volta disposti lungo via Lama di macina

Quello che rimane dei secolari muretti a secco una volta disposti lungo via Lama di macina

Passeggiando per via Lama di Macina si ha la netta sensazione di imboccare una strada che conduce verso il nulla. Lo sventramento dei secolari muretti a secco e l’espianto degli ulivi sono già conclusi. Il sole riflette sulla ghiaia che presto verrà ricoperta da un manto di asfalto, trasformando un’altra porzione di campagna nell’ennesima, triste bugia. Montagne di pietre tritate sono accatastate lungo il nuovo tracciato, in attesa di essere depositate in qualche anonima discarica. Nella foga di cantierizzare questa opera, si è  pensato bene di fare tabula rasa della storia della nostra civiltà. A breve, quest’area potrebbe affollarsi di grandi capannoni industriali. Uno spazio geometrico, quasi metafisico, su cui affioreranno tanti tristi feretri di cui negli anni si è riempita la nostra Penisola; il gesto tronfio ed autocelebrativo di una classe dirigente che si affanna ad inseguire l’illusione di uno sviluppo di cui non si ha più cognizione, tra le ovazioni di una cittadinanza distratta e supina verso scelte che avranno presto conseguenze e non saranno probabilmente quello che ci si aspetta.

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