Archivio di giugno 2015

Il Waterfront e la politica della “botte piena e la moglie ubriaca”

Foto di Angelantonio Angarano

Un’immagine della nuova Nazario Sauro, durante le abbondanti precipitazione di giugno 2015. Foto di Angelantonio Angarano

Una selva di “birilli” è apparsa, tra lo stupore della gente, sul nuovo Lungomare Nazario Sauro. Pensavamo che con le pompose inaugurazioni si fosse esaurito l’appeal per ulteriori discussioni intorno a questa “grande” opera che per ora di grande ha solo il saldo dei 4,4 milioni di euro spesi per la sua realizzazione. Diremmo, in questo caso, che la montagna ha partorito un topolino e pure bruttino. Ma diciamola davvero tutta: con la posa dei “dissuasori” del traffico l’amministrazione è riuscita nell’intento di mettere d’accordo favorevoli e contrari all’area pedonale. Tutti spassionatamente ostili a questo ultimo tassello di pura follia, che ha regalato un altro sfregio alla città e non se sentiva davvero il bisogno. È quello che in gergo definiremmo la politica della “botte piena e della moglie ubriaca”, salvo convincerci che, forse questa volta,  ad alzare il gomito è stato qualcun’altro. A molti il progetto, cosi com’è stato realizzato, non va giù. Non piace agli automobilisti che, ogni volta che svoltano su via Nazario Sauro, venendo da via la Marina, rischiano l’osso del collo (recentemente abbiamo inaugurato la “grande” opera con un tamponamento); non piace allo sparuto gruppo di commerciati localizzati in zona e che avevano improvvidamente immaginato uno waterfront diverso (che qualcuno non abbia mantenuto le promesse?) e che si ritrovano imbrigliati, loro malgrado, dietro la cortina, senza possibilità di appello (siamo contrarissimi alla viabilità motorizzata su via Nazario Sauro, ma lasciarla aperto al traffico, nei due sensi di marcia senza consentire nemmeno la sosta breve, ci ricorda un po’ la storia del naufrago a cui hanno lanciato un salvagente bucato…indovinate come è andata a finire?); infine, non piace alle associazioni “ambientaliste” (cioè a noi), perchè lo ritengono un lavoro inutile, oltre che esteticamente discutibile (non pretendiamo che i progettisti ed i loro committenti debbano avere il gusto per la prospettiva di Piero della Francesca, ma, magari, dare un occhiata ai rendering in fase di progettazione avrebbe aiutato) e ha posto fine (per ora) al sogno di una piazza sul porto, un’area pedonale che avrebbe regalato dignità e benefici al nostro lungomare. Leggi il resto di questo articolo »

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