Rivoluzioni, petizioni, democrazia e mobilità sostenibile a Bisceglie: la semantica del nulla

Fonte: Sinistra e Mezzogiorno

Fonte: Sinistra e Mezzogiorno

Oggi come ieri torna alla ribalta la questione della mobilità. Ancora una volta a fronteggiarsi tra le polemiche ci sono, da una parte, il Primo Cittadino con il suo presunto decisionismo e dall’altra le resistenze più o meno legittime delle opposizioni e di una parte dell’opinione pubblica. Nel parapiglia generale, come spesso accade in questi casi, la discussione è degenerata in beghe di condominio tra chi presenta il conto (l’amministrazione comunale) e chi deve pagarlo (i cittadini), rispetto ad una argomento più generale (quello della mobilità urbana) che avrebbe meritato ben altra attenzione. Se si eccettuano le dichiarazioni del solito Angarano, quella della Sinistra Italia e dei Verdi, in tutto ciò il buon senso pare essere stato messo da parte per assecondare la pancia di chi proprio non riesce ad immaginare di poter vivere in una realtà in cui l’uso dell’automobile possa essere opzionale. Ebbene, state certi che presto questo fuoco di paglia si spegnerà e viste le premesse, tutto tornerà come prima, anzi peggio, con una parte della comunità un po’ più vessata (quella che paga) e quella dei soliti furbi si terrà la pancia per le risate nell’assistere allo spettacolo di un manipoli di allocchi che si azzuffano per dieci minuti di parcheggio gratis mentre ingurgitano un caffè bollente. Dunque, se ho capito bene, i problemi della mobilità di Bisceglie sono indissolubilmente legati alla frequentazione dei bar. Ma l’incremento dei parcheggi a pagamento non doveva puntare ad una mobilità sostenibile? O ci siamo persi qualcosa? Francamente questa storia ha già rotto i maroni. La rivoluzione sbandierata è l’ennesima mezza sola; avoja a girare con lo Street Control, ne vedremo di parcheggi fantasiosi, tanto che ce ne vorranno a decine (intanto basta farsi un giro lungo la ciclabile del nostro waterfront per vedere come alcuni biscegliesi hanno a cuore la mobilità sostenibile…). E poi parliamoci chiaro, sta storia che la AJ Mobilità ci ha “regalato” una ciclabile non regge manco con lo scotch. Qui siamo immersi nell’ideologico fino al collo. Come ha detto una volta un famoso economista “non esistono pasti gratis” e sta ciclabile ce la stiamo pagando, eccome! Eppure la soluzione esiste, ed è tutta pane e buon senso, che da queste parti è più raro del palladio. Intanto, qualche sano di mente ha giustamente suggerito un Piano Urbano del Traffico da cui ripartire per ripensare la mobilità del futuro (e del presente). Invece a Bisceglie il carro è sempre d’avanti ai buoi che, poveracci, sono pure cornuti. Cosi il Sindaco vistosi con le spalle al muro ha promesso che presto avverrà la discussione su sto benedetto Piano del Traffico. Ma il documento in questione non è che si concepisca dall’oggi al domani (a norma di legge, sono previsti ben tre livelli di elaborazione, prima dell’approvazione definiva) e a poco meno di due anni dalla scadenza del mandato elettorale come credete che andrà a finire? Cosi ciucciamoci ancora sta panzana della mobilità sostenibile (di cui l’attuale Sindaco si sta “occupando” a due anni della scadenza del suo mandato e dopo ben dieci anni di “buon governo”, alla faccia delle rivoluzioni!) che poi vale solo per alcune zone della città, quelle “urbanisticamente rilevanti” (hahahaha!) e per la zona del lungo mare, ma solo nella bella stagione. Per tutte le altre zone questo obiettivo non merita di essere raggiunto (dunque, se ne deduce che abbiamo cittadini di serie A e cittadini di serie B, avanti Savoia!). Intendiamoci, il sottoscritto è a favore dei posteggi a pagamento. Fosse per me ne raddoppierei il pedaggio, perché al netto dei portatori di disabilità, ritengo un insulto all’intelligenza l’uso dell’auto in un territorio dalle caratteristiche morfologiche come il nostro. Ma ammettiamo pure che la mia visione sia un tantino talebana, cosa fare in alternativa? Il pedaggio a pagamento dovrebbe essere sufficientemente elevato ma numericamente circoscritto poiché rivolto a chi ne ha realmente necessità (per esempio a chi si reca per lavoro in città ed ha bisogno di trovare un posteggio comodo in tempi rapidi). Quello del posteggio è in sostanza un servizio a pagamento, non un diritto e nemmeno una tassa sul mezzo (al netto della minchiata dei 10 minuti liberi per il caffè)! E tutti gli altri? Altrove (per esempio dove risiedo attualmente) si è pensato bene di suddividere TUTTO l’abitato in aree di sosta contrassegnate con colori diversi, in modo da garantire solo ed esclusivamente ai residenti della singola area di appartenenza e solo nell’area assegnata la sosta GRATUITA (nella fascia compresa dalle 8.00 alle 19.00 o 21.00, a secondo dei quartieri, poi liberi tutti), unitamente ai parcheggi a pagamento nelle zone di accesso alla città e ad ampie aree di carico e scarico merci. Le aree di sosta sono sufficientemente ampie da assicurare il posteggio ai residenti in zona ma non cosi grandi da incentivare l’uso dell’auto per quelli che io definirei gli “spostamenti del tabagista” (prendere l’auto per andare a comprare le sigarette), anche perchè è più comodo utilizzare i mezzi pubblici o i 50 km di ciclabili municipali senza rischiare di beccarsi una multa e bla bla bla…. il risultato? Il 30% per cento degli spostamenti in città avviene in bici. Semplificando, su una popolazione di circa 90 mila abitanti, 30 mila si spostano quotidianamente con le due ruote, per andare a lavoro, fare la spesa, ecc. ecc. ecc.; poco più della metà degli abitanti di Bisceglie. Magia? Macché, quindici anni di programmazione su tutti i fronti (ho visto con i miei occhi cancellare dalla mattina alla sera decine di parcheggi per far posto ad una ciclabile tra il plauso dei cittadini). Altro che posteggi a pagamento. E come la mettiamo con i nostri anziani? non hanno più voglia di correre in bici come una volta? Ma non è che si invecchia più precocemente inchiodati sul sedile del proprio mezzo motorizzato? Mi pare che qui la vecchiaia sia soprattutto celebrale; dare per spacciata una fetta consistente della nostra comunità è mancanza di rispetto oltre che di buona fede. Rivoluzione? Petizione? Democrazia? La semantica di questi giorno abbonda di parole senza senso nell’orizzonte di senso che va da Torre Calderina al Ponte Lama. Ed un consiglio che vale poco più di niente per il nostro Sindaco: si guardi bene dagli sciacalli dell’ultima ora (e lo dico davvero senza ironia…) ma si guardi meglio dalle sue smodate ambizioni, dall’incompetenza e dai cattivi consigli, che questi sono ancora peggio.

 Davide Di Tullio

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