Una ZTL tutta da ridere

Fonte: Bisceglie in Diretta

Fonte: Bisceglie in Diretta

In un bella mattina di agosto ebbi l’onore di scambiare due chiacchiere con l’assessore Valente, il quale mi aggiornò dell’imminente partenza della Zona a Traffico Limitato nel Centro Storico. Il piacevole scambio di opinioni terminò con una chiosa da parte dell’assessore sulla necessità di attendere la sperimentazione prima di esprimere una valutazione. Tuttavia, dinnanzi alla ZTL “colabrodo” ho ceduto al lato oscuro della forza. Non ho potuto rimanere calmo e indifferente di fronte a questa scempiaggine amministrativa, una vero e proprio capolavoro d’equilibrismo circense. Mi piace pensare che il povero Valente non fosse al corrente di alcuni dettagli che alla fine sono emersi e che stanno trasformando questa attesissima “rivoluzione” nell’ennesima barzelletta. Certo un’amministrazione di saltimbanchi e trapezisti non poteva che sfornare una ZTL tutta da ridere. Eppure sembravamo partiti con il piede giusto, quando ad agosto un manifesto apparso ai quattro angoli della città informava la cittadinanza dell’attesissima partenza. Divieto di sosta su tutta la superficie del Centro Storico, con la possibilità del carico e scarico solo per dieci minuti, e parcheggio limitato all’area interna al bastione San Martino, pass per residenti e titolari di attività commerciali localizzate entro le mura aragonesi ecc. ecc. Alla fine il parcheggio al bastione è rimasto, ma se ne sono aggiunti altri, tra cui quelli lunga la congestionatissima via Cristoforo Colombo (alla faccia di tutti quelli che credevano che la ZTL servisse a liberare il borgo dalle auto). A parte la demenziale decisione di aprire i varchi dalle 13.00 alle 17.00 e dalle 7.00 alle 10.00 (l’idea che una ZTL possa funzionare 24 ore su 24, sette giorni su sette, 365 giorni all’anno, deve essere sembrata un sequestro di massa), la vera ciliegina sulla torta sono i criteri di distribuzione dei permessi. In questo mese deve essere successo qualcosa. Molta gente deve aver bussato alla porta del Sindaco. Non è un mistero che a tanti abitanti del centro storico la ZTL non sia mai andata giù. Non piace sicuramente al popolo degli ex-abusivi, graziati da una legge regionale e dal lassismo delle istituzioni locali che prima hanno lasciato occupare gli immobili e poi hanno messo in regola tutti con l’ennesimo condono; senza dimenticare quella sparuta truppa di commercianti che resta ancora legata all’idea che il traffico motorizzato sia sinonimo di guadagno. In fin dei conti sono state fatte molte promesse e molte ancora se ne faranno. Vogliamo farci sfuggire questo fetta consistente di elettorato? Si tratta sempre dello stesso zoccolo duro di elettorti a cui sono andati a chiedere il sostegno col cappello in mano i Napoletano e gli Amoruso; Spina non può certamente essere da meno.  Cosi si danno i permessi ai preti e ai loro collaboratori (ebbene si! Anche i preti hanno dei collaboratori!), ai domiciliati con contratto di comodato d’uso per immobili localizzati nel centro storico, ai semplici proprietari di immobili anche se non residenti, a Minnie e Topolino. Se avete una vecchia zia orba, una suocera avvenente, un cugino di quarto grado, un amante che abitano nel borgo o conoscete qualcuno che possiede un semplice rustico, approfittatene! Procuratevi un contratto di comodato d’uso e avrete il vostro Pass! In una delle zone più degradate della città, che negli ultimi cinque anni ha visto una decina di blitz antidroga e  una mezza dozzina di attentati incendiari, ci voleva proprio una ZTL colabrodo in cui è sufficiente essere domiciliati per continuare a fare indisturbati quello che si faceva prima. La parola d’ordine è non disturbare. Il nostro sindaco, “primus inter pares” ha ancora una volta messo il suo personale  sigillo a questo sogno di cartone. Infischiandosene di quanto stabilito dallo Statuto Comunale che obbliga il Comune a discutere in Consiglio delle questioni sollevate a mezzo petizione, ha bellamente ignorato le 1200 firme consegnate dal Comitato Salviamo il Paesaggio di Bisceglie, che sollecitava un pubblico dibattito sulla pedonalizzazione del Waterfront e sulla ZTL, appunto; come dire “io so io e voi non contante un cazzo!”. Visto l’epilogo sulla ZTL, quello del dibattito poteva essere un deterrente mica da poco contro la scarsa trasparenza di azioni intraprese d’imperio da un sindaco qualsiasi. Oggi, lo stesso sindaco, bello come il sole, dichiara di aver compiuto una rivoluzione in città. Come ogni grande rivoluzione, eccoci già alla fase delle “restaurazione”.

Davide Di Tullio  

 

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