Spina nel paese delle meraviglie

spe03f2_6789186f1_19867Cosa hanno in comune un fatto di cronaca nera ed un atto incendiario? apparentemente nulla. A ben vedere sono invece due facce di una stessa medaglia. Tra i silenzi inquietanti del nostro primo cittadino, si sono consumati in questi giorni due attentati: uno contro una giovane vita (vedi QUI) e l’altra contro il nostro patrimonio culturale (vedi QUI). Sebbene non direttamente responsabile degli accadimenti, la nostra politica ha di fatto creato le condizioni affinché il malaffare potesse fiorire. Non sono frasi fatte, perché in questi giorni nessun rappresentante istituzionale ha commentato le due vicende, come se, di fatto, quanto accaduto fosse irrilevante per le comunità che rappresentano. Quando una classe dirigente ignora le piccole o grandi questioni della sua città o è inadeguata ad amministrarla oppure è connivente rispetto a problemi che avrebbe il compito di risolvere. In entrambi i casi non è degna di governare. E di questo i cittadini dovranno tener conto quando si recheranno alle urne. Oltre alla gravità inaudita di perdere una vita umana e a quella di vedere il nostro patrimonio artistico deturpato per sempre, la portata simbolica di questi episodi di esecrabile inciviltà sono sul piatto e non si possono ignorare.
Con una intollerabile indifferenza, il nostro primo cittadino e tutta la sua corte dei miracoli fanno finta di nulla; come Alice, il Sindaco Spina segue il bianconiglio del seggio elettorale, dimostrando con i fatti di possedere un’etica politica ad intermittenza ed una responsabilità da amministratore che finisce alla prossima inaugurazione. Il nostro attuale primo cittadino potrebbe un giorno ricoprire il ruolo di senatore e rappresentare il popolo italiano, come già fatto dal suo altrettanto negligente predecessore, mentre qualche fedelissimo nel suo staff potrebbe addirittura assumere le redini del governo della città. Come potrà svolgere correttamente questo compito un politico che si è chiaramente dimostrato incapace di gestire i problemi di una comunità di 50 mila abitanti? Perché mai chi non è riuscito a tutelare gli interessi dei suoi concittadini dovrebbe riuscire a farlo per tutti i cittadini del suo Paese? Questa commedia dell’assurdo si sta trasformando in una tragedia, ma molti degli spettatori (che siamo noi) non lo hanno ancora capito. Ed invece tra cortigiani, leccaculo, voltagabbana e pregiudicati la nostra classe dirigente locale tiene in ostaggio una comunità vittima del suo stesso incanto. Tra sagre e feste religiose, a furia di auto-celebrarci con patetiche manifestazioni di giubilo, abbiamo perso il contatto con la realtà. E mentre viene messo in scena un surreale dibattito sul presunto valore “culturale” del calcio locale, abbiamo dimenticato i fondamenti della convivenza civile. Fino al giorno in cui, terribile, un proiettile sparato in pieno volto ci ha svegliati dal torpore. Chissà se basterà.

Davide Di Tullio

I Commenti sono chiusi

——- NOI ADERIAMO A ——-
———- SOSTIENICI ———
—— NUOVO SERVIZIO —–
———– SEGNALA ———–