Ex -Camerata, post-comunisti e l’effetto di Dunning-Kruger

untitledL’altro giorno mi è cascato l’occhio sulla notizia che due scienziati della Cornell University, Dunning e Kruger, hanno diagnosticato una distorsione cognitiva, denominata poi effetto Dunning-Kruger appunto, in virtù della quale individui poco esperti in un campo tendono a sopravvalutare le proprie abilità autovalutandosi, a torto, esperti in materia. Chissà perchè le vicende di questi ultimi giorni mi hanno riportato alla mente la notizia, inducendomi a scovare subdole associazioni con l’ultima brillante uscita del consigliere di maggioranza Enzo Di Pierro. Per chi non ne fosse a conoscenza, il buon Enzo ha dichiarato, con autorevolezza più unica che rara: “Perché non vi siete accorti che spostando i voti della mia lista la storia sarebbe cambiata? Per non parlare di “quelle” che prima leccavano da una parte e adesso lo fanno dall’altra, senza sapere cosa sia la “cosa pubblica” e non hanno neanche avuto l’umiltà di imparare e oggi si ergono a protagoniste, credendo di saper usare la bocca anche per parlare. Adesso basta, governeremo questa città per i prossimi 10 anni con un sindaco scelto da noi. Mettetevi l’anima in pace. Buona notte”. Superato lo shock per l’uso innovativo della sintassi che, sempre in una libera associazione di idee, mi ha riportato alla mente il genio di una prosa sregolata alla Gadda, dove l’uso della virgola è opzionale come la scelta del posto sull’Intercity Milano-Lecce, ho meditato sulla profondità di un commento che dice molto della storia politica di questa città. Il galantuomo Di Pierro, è certamente stato frainteso; la sua è stata indubbiamente un’occasione per ricordare a tutti le grandi capacità delle colleghe femmine che, fortuna loro, mostrano una dote di abnegazione misconosciuta ai colleghi maschi. Qualcuno lo chiama sessismo, altri, più avveduti, lo hanno visto semplicemente come un tentativo legittimo di rammentare a tutti quali sono le gerarchie in questa italica società. E di gerarchie il buon Enzo deve saperne lunga, reduce com’è da una lunga militanza nel MSI. In definitiva, ognuno fa tesoro delle proprie esperienze; come si dice “prendi l’arte e mettila da parte”. È lui stesso a ricordarcelo, quando afferma che “le ideologie le tengo per me e se sono nato quadrato non sono diventato tondo” e poi aggiunge lapidario “io seguo il progetto”. Chiarissimo no? Poi quale sia questo progetto lo sa solo lui, ma questo è un dettaglio di poco conto. La qualità dell’intervento è innegabile ed i posteri celebreranno baccanali in onore di questa illuminazione. Grazie di cuore Enzo. Tuttavia, malgrado l’immensa stima che nutro per questo outstanding della politica devo replicare su un punto a cui tengo particolarmente. Vincenzino, qui mi rivolgo direttamente a te. Quando dici “non si può non ammettere che l’ultima amministrazione Spina, cui non sono assessore per scelta mia, sia stata una buona amministrazione vicino all’ottimo […] Essa sarà ricordata come quella di Paternostro per le opere pubbliche”. Intanto ti ringrazio per il grande sacrificio che avrai certamente sostenuto rinunciando al meritatissimo assessorato…però fossi in te la storia che siete stati bravi come Paternostro…beh…io la ometterei. Sai li si usciva dalla Seconda Grande Guerra, c’era da ricostruire un Paese… Poi, ad onore del vero, quelli che a quel tempo sono apparsi come interventi rivoluzionari, oggi (e possiamo dirlo ad alta voce) in fondo si rivelano interventi urbanisticamente discutibili (vedi l’apertura di via della Repubblica, con tutte le conseguenze del caso). Vincè, non te la prendere, sei ancora il mio beniamino. Ma tutte le volte che un politico paragona le sue gesta a quelle di quel sant’uomo di Paternostro, quello si rivolta nella tomba. Me lo immagino, in un groviglio di cenci ed ossa, scomposto per tutti i movimenti sussultori di questi anni, che guarda dalle sue orbite scavate dal tempo ed urla “crematemi!”, pace all’anima sua. Dai Vincenzino, non ti arrabbiare. Ma sono tante anche le cose che non si sono fatte. Insomma…ammetterai anche tu che da queste parti non si sta tanto sereni. Cioè, dal 2010 tre morti ammazzati per mano della criminalità. Con questo pedigree Bisceglie faticherà ad entrare nella classifica del Sole 24 Ore delle città più vivibili d’Italia. E poi tanti ragazzi che preferiscono andare a lavorare lontano da casa perché a palazzo San Domenico vige la legge del “do ut des”.Guarda, se vuoi organizziamo un pulmino e veniamo tutti a casa tua cosi te li faccio conoscere questi emigranti, ad uno ad uno, con le loro vicende personali, le loro delusioni, le loro frustrazioni, ma facci spazio perché siamo in tanti. E poi, hai provato a farti un giro in bicicletta? Se sei riuscito a schivare sportellate, auto in divieto, sacchi gonfi di spazzatura, venditori di ricci di mare abusivi, qualche buca e mamme in passeggino, ti sarai reso conto quanto è bello godersi il panorama dal costone pericolante di Ripalta. Sarai d’accordo con me, che si vive meglio senza l’angoscia di un intervento maxillo-facciale causa trauma da caduta? Dai, che se ti comporti bene organizziamo un fundraising e  ti regaliamo una bella city bike cosi ti renderai conto pure tu.
Vincè, non tutti hanno le qualità per essere designati cosi, sull’unghia, consiglieri in una società pubblica come la STP. In definitiva tu sei un imprenditore di successo e avresti cosi tanto da insegnarci…quand’è che sali in cattedra? Però, permettimi, occhio all’effetto Dunning-Kruger, non vorrei mai sai…ma noi ci fidiamo di te. Tanto alla peggio, caro Vincenzino, quando non indigni puoi sempre intrattenere.

Davide Di Tullio

 

 

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