Qualche parola sulla Consulta per il Centro Storico

Sei mesi. Esattamente 6 mesi fa (11 luglio 2017) la nostra associazione presentava alla Consulta per il Centro Storico, di cui fa parte, una lettera con 9 punti che chiedeva di discutere ed eventualmente di fare propri. Punti ritenuti importanti e che riprendono alcune delle tematiche già discusse dalla Consulta stessa. Ma dopo una prima, parziale discussione nella riunione del successivo primo agosto, ancora non si è giunti alla sua conclusione perché per tre mesi (settembre-novembre 2017) la Consulta non si è riunita per indisponibilità del presidente e della vice-presidente, e la riunione di dicembre scorso, ottenuta dopo nostre insistenze e che non ha raggiunto il numero minimo di partecipanti stabilito dal regolamento, incomprensibilmente non conteneva nell’Ordine del giorno della convocazione traccia del prosieguo della discussione di tale lettera. Pensare di riunire la consulta appena a ridosso delle feste natalizie e quindi in un periodo di distrazione generale e dopo addirittura 4 mesi e mezzo di silenzio, è stata una scelta che abbiamo subito contestato (e che infatti ha avuto un esito negativo) insieme all’assenza nell’Odg della discussione del suddetto documento proposto a luglio, e che a questo punto potete scaricare qui.

Tuttavia non è la sola mancanza accaduta negli ultimi mesiperché abbiamo dovuto registrare un insieme di anomalie che ci hanno fatto riflettere sull’opportunità che la fiducia accordata al presidente (Todisco) e alla vicepresidente (Acquaviva) da parte del Sindaco resti confermata. Innanzitutto, dobbiamo segnalare che come avvenuto per altri punti rimasti misteriosamente in sospeso nei verbali precedenti, nell’Odg dell’incontro di dicembre mancava un punto importantissimo in particolare per la nostra associazione, che riguardava la possibile estensione del significato di “centro storico” che potesse riferirsi anche alla città extra moenia, fuori dalle mura e “conseguente individuazione dell’ambito di esercizio delle attribuzioni della Consulta”: tale punto, da noi proposto nella prima riunione della consulta nel lontano giugno 2015 e poi sparito, è stato da noi riproposto proprio ad agosto scorso, con rimando alla successiva riunione, per poi sparire nuovamente. Ancora, il verbale della riunione del 1 agosto è stato messo agli atti e consegnato ai membri della Consulta addirittura 4 mesi e mezzo dopo l’incontro, e solo a seguito delle nostre insistenze. Inoltre il sottoscritto -inspiegabilmente- non è stato riportato tra gli “assenti giustificati” nonostante avesse avvisato il Presidente della sua indisponibilità per tale data, cosa che potrebbe sembrare di poca importanza ma che assume rilievo se si considera un’altra grave anomalia, e cioè che tutt’ora vengono considerati ancora membri della Consulta e ricevono convocazioni e verbali, persone che non vi hanno mai partecipato o quasi, e non mai dato alcun cenno di interesse.

Ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata che nonostante l’assenza del numero minimo previsto dal regolamento per considerare la Consulta riunita, il Presidente ha ritenuto di propria iniziativa di verbalizzare l’incontro del 19 dicembre con una “lettera circolare” che in realtà ha assunto i contenuti e la forma di un verbale vero e proprio, e che ha fatto mettere agli atti nonostante la nostra ferma contrarietà espressa: uno sgarbo a tutti gli effetti nei confronti degli assidui frequentatori della Consulta, oltre che una scorrettezza dal punto di vista formale (violazione articolo 6 regolamento Consulta).

Ricapitolando: consulta sospesa per tre mesi, enorme ed ingiustificato ritardo nella consegna del verbale, assenza dei punti di discussione previsti nell’Odg, scorretta annotazione degli assenti giustificati, redazione illegittima di un verbale-non-verbale. Un mix di omissioni che, unite alla tardiva istituzione della Consulta (due anni dopo l’insediamento dell’amministrazione), alla sostanziale sordità dell’amministrazione alle tante proposte finora fatte (recupero del patrimonio immobiliare del Comune; stop a nuovi alloggi popolari nel centro storico; senso unico di marcia via Nazario Sauro; pulizia, controlli e sanzioni per quanto riguarda l’igiene del centro storico; convenzione fra Comune e proprietari dei locali del centro storico e agevolazioni fiscali per incentivare nuove attività; applicazione restrittiva della ZTL; sbarramenti Largo Porta di Mare e via San Donato; campagna di sensibilizzazione sulla mobilità sostenibile; nomina al prof. Giuseppe Dell’Olio della scuola a Pendio San Matteo; riutilizzo materiale originario nella pavimentazione di definite zone del centro storico oggetto di lavori, quali Arco Fanelli, Vico Pasculli, Pendio Campanile; istituzione della raccolta porta-a-porta; campagne di comunicazione e sensibilizzazione su mobilità sostenibile, istituzione ZTL e raccolta porta-a-porta, come dal Comune stesso richiesto pr queste; ecc.), alla mancata consultazione con l’organo in questione in occasioni che l’avrebbero richiesto (ordinanza sugli impianti sonori in aree esterne ai pubblici esercizi nel centro storico; la trasformazione a teatro del Bastione San Martino; le autorizzazioni ad attività commerciali per gazebo, tende e dehors dalle caratteristiche discutibili; il posizionamento di oltre 100 armadi per la fibra ottica; lavori di sistemazione della piazza in Pendio San Matteo; ecc.), a difetti genetici (la nomina dall’alto di presidente e vice-presidente invece di autoelezione interna; permanenza incomprensibile ad oltranza di soggetti disinteressati e/o assenti), a iniziative prese contro le indicazioni della consulta (vedi lo smantellamento della ZTL e la priorità di ascolto data ad un gruppo di pochissimi commercianti; l’inserimento di nuovi alloggi sociali con la partecipazione all’ultimo bando di Rigenerazione Urbana), alla mancata pubblicazione dei verbali della stessa sul sito del Comune, fanno di questo organo un esperimento di dubbio successo, posizione questa che è condivisa anche da altri membri all’interno della Consulta.

La prossima riunione è stata stabilita per il 30 gennaio e non c’è purtroppo nessun segno del punto riguardante l’ampliamento del concetto di “città storica” ma finalmente, dopo oltre sei mesi, si potrà terminare la discussione della lettera con le nostre proposte. Forse: perché la discussione, che a rigor di logica avrebbe dovuto avere la priorità, è stata inserita all’ultimo punto dei sei previsti, e non è scontato si riesca ad avere il tempo per trattarli tutti. Chissà se ci sarà il tempo di discuterla prima dallo scioglimento del Consiglio comunale e della Consulta tra pochi mesi; chissà che il problema non fosse proprio questo, ma per favore, non facciamo i complottisti.

Peppo Ruggieri

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